lunedì, ottobre 22, 2007

Storie di tutti i giorni.

Come sempre quando decido di postare qualcosa qui, sono preso da una forte frenesia, perché purtroppo è un'occasione abbastanza eccezionale, dettata dall'impossibilità di tacere su un argomento che purtroppo è sempre di cattiva politica.
Non vi dico poi l'indecisione sul titolo del post, questa volta ero indeciso tra questo banale e scoraggiante e un altro che vi avrebbe privato del piacere del finale (amministratori a quando una versione interattiva del BLOG? l'informatica fa progressi come leggerete, dato che spesso ci sono cose brutte da leggere almeno cerchiamo di proporle nella forma voluta dal fruitore... nel mio caso per esempio un bel astrattore di informazione non guasterebbe, soprattutto oggi).
Romanziamo un po' la cosa perché vi avverto che a crudo la carota sarebbe ancora peggiore...Insomma mi sono trasferito a Torino e naturalmente nella tavola calda dove consumo i pranzi ci sono a disposizione dei clienti dei giornali. Raramente mi trovo a consumare caffè in prima mattina, ma oggi non potevo rifiutare il gentile invito dei nuovi colleghi, ancor più raramente leggo i giornali di lunedì non essendo un fan del calcio, ma la colata di Rosso Italiano che invece della fontana di Trevi ha coperto il Brasile e la Malesia rispettivamente nei campionati mondiali di Formula1 e MotoGP mi ha convinto ad aprire il meno devoto al calcio dei quotidiani presenti, cioè LA STAMPA.
Che ti vado a trovare in prima pagina? lo spunto alla storiella di TELCAL, più di 400000000000 di lire spesi per creare qualche rete e una 60 di sopravvissuti ora precari. Solo l'enorme entusiasmo e abnegazione al nuovo lavoro mi ha impedito per tutto il giorno di effettuare la ricerca internet che ho fatto stasera e di dare l'attenzione che merita a questa ennesima vergogna politica.
Dopo un po' di improcrastinabili giri per vedere case da affittare (al 50% del canone che avrei pagato a Roma per la stessa roba...), un difficile ritorno a casa causa scarsa conoscenza della pur regolare viabilità torinese, e un quasi impossibile acquisto di una ciambella di pane alle 20:10 (alle 19:30 c'è il crollo delle serrande degli esercizi pubblici) ricerco con il motore che ci ospita le seguenti parole:

TELCAL CALABRIA INFORMATICA

E' uscito fuori il mondo.
Il primo link è coerente perfino dal punto di vista logico! infatti riporta il profilo istituzionale poco dopo la fondazione e gli obiettivi strategici:
  • Consorzio Telcal, costituito da Regione Calabria (40%), Telecom Italia (24%), Intersiel (24%) e Italeco (12%)
  1. L'Infrastruttura di comunicazione e di erogazione che consente l'accesso di tutte le comunità (Pubblica amministrazione locale, imprese e cittadini) ai servizi del PTC.
  2. I servizi per il Marketing del territorio che servono a promuovere le eccellenze del territorio calabrese e le produzioni locali.
  3. I Servizi al territorio (alla Pubblica amministrazione, alle Imprese e al cittadino) per lo sviluppo del territorio e la crescita del contesto produttivo e sociale della Calabria.
  4. La Valorizzazione delle Risorse Umane alfabetizzazione e formazione alla New Economy e all'e-Business.
Il terzo mi mostra il CV di un ricercatore del dipartimento di elettronica informatica e sistemistica della Università della Calabria che ha lavorato 2 volte per il consorzio. Si tratta dell'Ing. Nicola Frega (0984 49 4738)

Il quarto mi mostra l'indirizzo della centrale:
TELCAL CONSORZIO IRI TELEMATICA CALABRIA ZONA INDUSTRIALE 88046 Lamezia Terme - CZ Tel 0968444111
(ma le pagine bianche rivelano che ormai è stato meritoriamente annesso alla regione, infatti attribuisce il numero a 'Regione Calabria Centro Servizi Lamezia Terme')

il settimo riporta la creazione di un televideoconsulto per malati di tumore non ospedalizzati.

il decimo riporta il lavoro credo più grosso e concreto, cioè un bel po' di cablaggi in vari uffici regionali.

l'undicesimo è l'ultimo di quelli accettabili e riporta una presentazione datata 1999 dell'Ing. Barone, presidente all'epoca mentre la Sig.ra Enza Bruno Bossio (moglie di Nicola Adamo) era Direttore Generale e Adamo era membro del governo regionale.

Ma anche quello che fino a ora potrebbe non sembrare male in realtà fin dal principio destava sospetti, infatti nel quarto link c'è il testo dell'interrogazione parlamentare dell'Onorevole Armando Veneto.

Sono on line (e sui un giornale cosentino) pesanti accuse per incarichi ad amici della coppia Adamo/Bruno Bossio sul bel portale perlacalabria.

Sono online le vicissitudini dei dipendenti sopravvissuti e trattati più o meno con par condicio dal precedente governo Chiaravalloti e da quello attuale Loiero, che però pare che siano improduttivi da parecchi anni, e per finire (o continuare indirettamente il post precedente di Nirìa...) mi viene ricordato che De Magistris se l'è proprio cercata.
Continuate voi perché io ora non ce la faccio più, ma ne riparliamo...










domenica, ottobre 07, 2007

Non è poi tutto così buio.

Ho voglia di riassumere quello che è successo nelle ultime due settimane. Perché la vita corre in fretta e gli eventi che andrebbero commentati pure, e qualcosa finisce sempre sommersa da qualcos'altro.

1. Mastella ha rotto i coglioni. E' da due settimane che rimane sulle difensive, puntando il dito contro Ballarò, Santoro e il CDA della RAI. Ma non ha dimenticato anche i giornali? Perché non se la prende anche con i giornalisti? Forse che tutto quello di cui è stato invitato a parlare non sia vero? Non mi sembra che alcun giornalista o trasmissione televisiva abbia fatto insinuazioni o raccontato fatti discordanti dalla realtà.
E i fatti sono questi. Tralasciando il volo di stato Napoli-Monza, del brigatista in semilibertà che ha tentato di rapinare il Monte dei Paschi e molte altre storielle del passato, non mi spiego come a due settimane dall'ordine di trasferimento di De Magistris, Mastella non sia stato capace di spiegare agli italiani e ai calabresi, quali sono queste irregolarità commesse dal magistrato che l'abbiano spinto a prendere questa decisione. Che fine faranno le tre importanti inchieste che De Magistris stava portando avanti, e che riguardavano la scomparsa di denaro pubblico destinato ai depuratori calabresi e alle collusioni tra mafia e mondo politico? E perdonate i maliziosi, ma Mastella non stava per entrare nella lista degli indagati, in una di queste inchieste? E lo stesso Prodi non lo è gia?

2. In Calabria c'è della collusione tra mafia e politica?! Il ministro dell'università e della ricerca, l'onorevole Mussi, ha bacchettato il nostro governatore Loiero, chiedendone le dimissioni. "Trentatrè consiglieri regionali indagati è una enormità: indica che l'intreccio tra politica, affari e criminalità è devastante".

3. Sono incominciati i lavori sull'ultimo tratto di A3, Bagnara-Reggio Calabria. Si è calcolato che un km di autostrada è finito per costare 20 milioni di euro, 20 milioni di euro per ammodernarla, e questo senza che venga fatta qualche modifica davvero rilevante al tracciato, che come si sa non è di sicuro il migliore. Insomma, miliardi di euro per realizzare e ammodernare questa autostrada che alla fine resta con due corsie e una di emergenza (meno male) e molto meno traffico di quanto ne potrebbe avere al di fuori dei grandi esodi e al trasporto merci (speriamo che un chilo di pomodori di pachino possa cominciare a costare un pò meno).

4. Il vescovo della diocesi di Locri, monsignore Bregantini, si è recato Duisburg per pregare sul luogo della strage. E quando gli hanno chiesto se questa sui visita poteva essere equivocata, lui ha risposto "solo il silenzio può essere equivocato". Lo stimo tantissimo.

5. I giovani calabresi hanno reagito immediatamente con rabbia e rammarico alla neutralizzazione di un magistrato come De Magistris. Complimenti a Aldo Pecora e ai ragazzi di Locri che sono scesi in piazza, ma anche ai giovani di Catanzaro. Forse, un pò di informazione in più (tanto criticata in questi giorni) sta incoraggiando i Calabresi e la gente a scendere in piazza e per una volta a svolgere un ruolo attivo nella democrazia.

6. Maratonarte è una bella iniziativa per sensibilizzare e coinvolgere gli italiani nella conservazione e valorizzazione dei beni culurali. E giustamente, anche un sito Calabrese ha avuto un posto in questa raccolta fondi. Quello di Santa Maria del Cedro, è un sito che si articola in una castello, un chiesetta e forse un antico borgo medioevale ormai perduto. Una campagna di scavi potrebbe portare alla luce delle importanti testimonianze, ma già una valorizzazione del paesaggio sarebbe un gran passo in avanti. Io ho partecipato alla raccolta fondi facendo la mia donazione:

www.maratonarte.it

lunedì, settembre 24, 2007

Ferrovie: in Calabria niente investimenti

"La Calabria su un binario morto". Esordisce con le parole del segretario regionale Cisl, l'articolo di Antonio Morcavallo sul Quotidiano della Calabria di qualche giorno fa.
Nel piano d'impresa per il 2008 delle ferrovie dello stato, non sono infatti previsti investimenti per la rete regionale calabrese. Riporto qui i passi più interessanti dell'articolo:

Il documento è stato presentato alle sigle sindacali nazionali ed è in attesa dell'approvazione definitiva del Governo. Da quanto emerge dal nuovo piano stilato da Trenitalia la Calabria resta al palo. La linea Ionica non avrà l'elettrificazione. Nessun intervento è stato previsto per la linea ferrata del Tirreno. Non è previsto l'investimento sull'itinerario merci Gioia Tauro-Taranto, se non quelli di vecchia data della legge obiettivo e che si concretizzeranno in una decina di anni. E intanto potrebbero essere a rischio centinaia di posti di lavoro.


In particolare erano attesi interventi per dare vita alla tratta che avrebbe dovuto unire Gioia Tauro, e dunque il porto, a Taranto. Una linea per il trasporto merci che avrebbe interessato anche le stazioni di San Lucido, Cosenza, Sibari e Metaponto. Ma non solo. Vista l'assenza di interesse per la linea ferroviaria dello Ionio, la stessa sembra destinata a restare ancorata alle vecchie inefficienze. La tanto attesa elettrificazione, almeno per ora, non ci sarà. E poi non ci sono i fondi per rettifica e ammodernamento della Lamezia-Catanzaro. Unici accenni calabresi nel Piano sono un punto logistico a Gioia Tauro e alcuni miglioramenti tecnici per garantire maggiore sicurezza e velocità.


...il segretario regionale Cisl di categoria, Annibale Fiorenza: «La Calabria
resta al palo. Non ci sono investimenti significativi sia sul piano dei servizi da offrire, ma soprattutto dal punto di vista infrastrutturale. Non dimentichiamo, comunque, che il Piano recepisce le indicazioni del Governo».

...uhm, dalla padella alla brace!

Inoltre secondo il segretario Cisl «se il piano di Fs, relativamente alla regione, non avrà dei correttivi, sarà facile prevedere ulteriori tagli occupazionali e di servizi. E i tagli saranno in tutti i settori: manutenzione, personale di macchina, progettazione, esecuzione lavori».


Insomma, c’è davvero ancora da aspettare prima di vedere realizzato il mio sogno: avere una rete ferroviaria che funzioni, e che almeno di tanto in tanto ci possa far lasciare la macchina a casa. Ormai da anni, anche io calabrese, faccio il turista nella mia stessa regione, e ogni volta che parto per una gita, penso alla statale 106 che mi tocca percorrere quasi sempre, ingorgata dal traffico di automobili, camion, biciclette, passanti e da tutti quelli hanno una casa quasi sulla carreggiata.
E poi, quello che è davvero frustrante, è vedere la linea ferroviaria, parallela alla statale, che sta lì quasi inutilizzata.

Ma a parte questo, ci sarà anche gente che perderà il lavoro?

giovedì, giugno 21, 2007

Rumori Mediterranei

Tra gli appuntamenti musicali della regione, il festival jazz "Rumori Mediterranei" si colloca sicuramente tra i primi posti per importanza e livello musicale. Il festival intende essere una finestra aperta che si affaccia sul mondo dell’immaginazione, della creatività, dell’invenzione musicale. Il nome del festival traccia una direzione, che spesso la programmazione dei concerti segue. E cioè quella di unire la musica europea, mediterranea appunto, alla tradizione afroamericana, non perdendo mai di vista quel tipo di avanguardia che fa del “rumore”, la melodia e l’armonia della musica. Tutto ciò avviene facendo incontrare musicisti di diverse culture, molto spesso per la prima volta sul palco del festival.
L’atmosfera del festival è meravigliosa. Si svolge a Roccella Jonica, una paese della provincia di Reggio Calabria, durante la penultima settimana del mese di Agosto. Roccella sorge sul mare, quindi non è la solita frazione marinara di un paese che sorge nell'entroterra. Questo fa sì che il paese abbia la sua ragion d'essere, storica e artistica.
I concerti serali sono tenuti in uno splendido teatro all’aperto, che è sovrastato da una bellissima rupe, da cui svettano una torre medioevale ed un vecchio castello. La musica, il paesaggio, e il mare a poca distanza, mi fanno commuovere ogni volta che mi trovo lì.
Il concerto pomeridiano, avviene nell'auditorium del paese, una struttura climatizzata.
La differenza tra i concerti pomeridiani e quelli serali è sulla natura degli stessi: i primi sono basati sull'idea di unire la musica ad altre forme artistiche, come la letteratura, la danza, il teatro, il cinema, la video arte; i concerti serali sono tipicamente solo musicali, anche se può capitare di assistere anche di sera a spettacoli di non sola musica.

Negli ultimi anni, l'organizzazione del festival ha deciso di allargare i propri confini geografici coinvolgendo anche altri paesi della provincia, forse per iniziativa di quest'ultimi che hanno visto nel festival un ottimo veicolo di traino turistico. Quest'anno sono state quindi proposte ben sei anteprime del festival che hanno portato diverse importanti figure del jazz italiano e straniero in sette paesi, facendo così dilatare la durata del festival fino a dieci giorni.
E anche il capoluogo di provincia ha avuto il suo concerto.... e che concerto! La città di Reggio ha avuto l'onore di ospitare un gigante del jazz. Ornette Coleman.
Il concerto è stato eccezionale, in quanto il genio del free jazz, era accompagnato da un batterista, da due contrabbassisti e da un terzo bassista al basso elettrico. La scaletta era composta da solo o quasi da brani dell'ultimo disco dell'artista, Sound Grammar.
Il concerto richiedeva, a mio parere, molta concentrazione e in certi momenti un silenzio assoluto che invece sono mancati per via di un pubblico poco educato. Il concerto era gratuito e come ogni anno viene fatto sul lungo mare della città, dove si sa, la gente che passeggia è rumorosa. Onestamente credo che bisognerebbe organizzare questa anteprima reggina, che oltre tutto rappresenta l'apertura del festival, in maniera del tutto diversa, magari con un numero limitato di spettatori oppure con un cifra simbolica da pagare all'ingresso. Il problema quest'anno è stato a mio avviso rilevato maggiormente per il tipo di musica proposta. Anche il jazz può essere rumoroso, ma certi pezzi di Colemann hanno un lirismo che si coglie quando l'atmosfera lo permette.
E' davvero un peccato che questi grandi artisti non possano lasciare un ricordo della loro musica che non sia guastato dalle cattive maniere del pubblico. Se è proprio necessario che il festival incominci a Reggio, per dare un pò di lustro alla città, ben venga, ma per favore, fate qualcosa!
Volendo continuare a parlare del festival, vorrei aggiungere qualche informazione utile per chi volesse parteciparvi negli anni a venire. Intanto è possibile farlo sia da semplici ascoltatori che da musicisti, in quanto vengono organizzati dei seminari tenuti da alcuni degli artisti che si esibiscono durante il festival.
La statale 106, Taranto-Reggio Calabria, attraversa il paese ed è l'unica strada per arrivare a Roccella (e per muoversi sulla costa Ionica). In paese quindi, è difficile muoversi in macchina, soprattutto intorno gli orari dei concerti. E' per questo che, chi vuole seguire il festival con serenità e senza stress, è costretto a trovare un alloggio in paese. Un mezzo proprio per muoversi è consigliabile ma non è necessario perché l'organizzazione del festival mette a disposizione una navetta ( tuttavia è un piccolo autobus, e di solito è usato solo dai seminaristi, e non so quanto sia affidabile). Se si vuole assistere a tutte le anteprime, che come ho già detto sono in paesi lontani decine di chilometri (anche centinaia), è quindi necessaria una macchina. In questo modo è possibile muoversi con libertà, compatibilmente al traffico sulla statale, e si può trarre l'occasione per conoscere alcuni paesi della locride che rivestono interesse turistico, come Siderno, Gerace, Locri.

Il sito del festival fornisce informazioni approfondite sui concerti, i seminari e le possibilità di pernottamento. Il sito viene aggiornato con un paio di mesi di anticipo.

E per concludere, metto a disposizione questo bellissimo video, che mostra alcuni momenti dal festival (grazie al blog occhiosuroccella.blogspot.com che ha messo in luce il video )

domenica, aprile 22, 2007

Copanello e i luoghi Cassiodorei

Al centro del Golfo di Squillace, in una delle zone più suggestive della costa Ionica, si trova Copanello, una piccola località balneare che offre servizi e mare pulito ai suoi visitatori. Questa frazione del comune di Squillace, si estende a sud fino alla base del Mons Moscius, un monte che si tuffa direttamente nel mare con una scogliera molto alta e ripida, della lunghezza di almeno un chilometro. Alle spalle di Copanello, sale gradualmente una valle dalle campagne verdeggianti, come fosse una platea rivolta verso il palcoscenico del mare, cerulea distesa d’acqua, su cui pendono dalla scogliera i pini marittimi. I solchi sul fianco del monte Moscio scavati dalle piogge, dove gli alberi sono più radi, offrono uno spettacolo naturalistico molto suggestivo. Il paese di Squillace veglia da un'altura su questo scenario incantevole.
Prima dell’ingresso della strada ss106 nella galleria che attraversa il monte, è possibile imboccare (da dove esattamente non so) un percorso conosciuto come sentiero dell’Anas, che porta a livelli più alti fino probabilmente alla cima del monte che domina l’intero golfo di Squillace. Da lassù, la veduta nelle giornate limpide è formidabile e di notte si distingue chiaramente tutta la costa, da punta Stilo (RC), fino a capo Colonna (KR), i due fari ai capi e le luci lungo le spiagge. All’uscita della galleria, poco più avanti, è segnalata la presenza di scavi archeologici, tra cui la tomba di Cassiodoro, e per raggiungerli bisogna imboccare sulla sinistra, una strada stretta che ripidamente scende fino alla scogliera. Su un tornante, dopo aver superato un residence turistico e diverse villette, all’ombra degli alberi sempre verdi, si trova un cartello davanti ad un rudere, che segnala la chiesa di S. Martino. Il rudere è quello di una chiesetta a forma rettangolare con un’abside su uno dei lati minori, di cui oggi rimane solo il basamento. E la tomba di Cassiodoro? Non ne abbiamo alcuna traccia. La segnaletica stradale si limita ad indicarne l'esistenza solo in cima alla strada. Tra gli alberi e le villette, non è chiaro dove essa sia. Pazienza. E comunque non è solo per la tomba che questo luogo è associato al nome di Cassiodoro. Flavio Magno Aurelio Cassiodoro è nato proprio lì, a Squillace, alla fine del V secolo d.C. e rivestì le più alte cariche del governo dei Goti, complici della caduta dell’Impero Romano. Alla fine della carriera politica, Cassiodoro tornò dove era nato con l’ambizioso progetto di realizzare un centro di studi teologico-filosofici. A Squillace, Cassiodoro si fece monaco, e fondò un monastero dove con alcuni confratelli, si dedicò allo studio e alla trascrizione della tradizione culturale pervenuta fino a quei tempi. Il monastero divenne presto una importante biblioteca. Per via poi, della generosità di quella terra e del mare pescoso, sembra che i monaci si dedicassero anche all’agricoltura e all’allevamento del pesce in vasche artificiali scavate nella roccia.
Ecco quanto scrive Cassiodoro nel suo scritto, Variae:

"[..]Gode pure abbondantemente delle delizie del mare, poiché si trovano nelle vicinanze alcune peschiere da noi costruite, ai piedi del monte Moscio. Infatti, eseguiti profondi scavi fra le rocce, convenientemente vi abbiamo introdotto le acque del mare, dove una frotta di pesci, guizzando in quella libera prigione, riempie l'animo di gioia e
allieta la vista di meraviglie. Essi accorrono avidi verso le mani dell'uomo e chiedono l'esca, prima di diventare essi stessi cibo. Soddisfa così l'uomo i suoi gusti e, mentre ha la facilità di catturarli, spesso avviene che col tempo abbandoni quelli già presi."


Magnifico. Ma queste vasche esistono ancora? E il Monastero? Una delle baie di Copanello, viene appunto detta delle vasche ma di dove queste siano non so. Mi aspetto delle buche scavate negli scogli, ma non sono mai riuscito ad identificare niente di simile. Anche George Gissing, uno scrittore inglese che si trovò in Calabria alla fine dell’800, e che conosceva molto bene Cassiodoro e la sua storia, andò a cercare i vivai. Nel libro “Sulle rive dello Ionio”, lo scrittore racconta di aver visitato una grotta il cui ingresso si trova poco dopo l’imboccatura della galleria ferroviaria (che suppongo sia da allora sempre la stessa). "Bisognò scendere per un sentiero nello scoglio, e rasentare le onde per qualche metro;[..] Entrammo per una stretta apertura, alta poco più di tre metri e che penetrava, per forse una ventina, nella roccia.[..] Oggi - continua lo scrittore - molti metri di una discesa ghiaiosa la separano dalla linea delle onde". Gissing ci dice quindi che la grotta non era al livello del mare. Ed infatti avendo percorso personalmente l'intera scogliera via mare non ho visto grotta alcuna se non quella, detta di San Gregorio, che si trova però molte centinaia di metri più in là, ormai alla fine della scogliera e troppo lontana dalla prima baia di Copanello. Tra l'altro, anche questa grotta è degna di nota dato che è legata alla leggenda di San Gregorio Taumaturgo, le cui spoglie, oggi custodite nell'omonima convento nel paese di Stalettì, sono state ritrovate miracolosamente in quella cavità, portate dal mare.
Oggigiorno, la baia di Copanello è stata assalita dall’edilizia turistica che tende a soffocare la bellezza naturalistica del posto. Ed è difficile pensare di andare alla ricerca dei resti del Vivarium, il monastero che prese proprio questo nome dai vivai. Sull'ubicazione del monastero di Cassiodoro, ci sono idee confuse: nei vari siti turistici on line, si parla del monastero riferendosi, a volte alla chiesa di San Martino, altre volte alla chiesa di Santa Maria in Vetere, che si trova ancora più in alto della strada statale (la chiesa è visitabile e probabilmente è ancora consacrata). Ho letto dell'esistenza anche di un muro di cinta con due torri (!!) ma anche in questo caso, non si sa davvero dove tutto ciò possa essere, e nessuno lo spiega concretamente.
Quel che resta dei luoghi Cassioderei, sono tanti dubbi e una baia stupenda, contornata dalla non curanza delle amministrazioni. Tuttavia, chi voglia farsi suggestionare, potrà pensare a questo luogo come una vera oasi del tempo (almeno per quello che dice Cassiodoro), dove la campagna era salubre, a differenza di molte pianure litoranee che durante l'impero di Roma, risentirono del dissesto oroidrogeologico del territorio montano, dovuto al disboscamento per opera degli stessi Romani. L'ostruzione delle foci dei fiumi, dovuta all'accumulo del materiale portato a valle, fece sì che le terre circostanti si allagassero con la conseguente diffusione della malaria nelle zone litoranee.
Ma la valle di Squillace, scrive Cassiodoro:

Rifulge di luce chiarissima e, dotata di un clima molto mite, ha inverni aprichi, estati fresche, e la vita ivi trascorre senza alcun malanno per la mancanza d'intemperie. Perciò anche gli abitanti sono svegli nelle sensazioni, perché la contemperanza del clima regola ogni cosa...


Il Mons Moscius. Copanello.

lunedì, marzo 05, 2007

viva l'italia

per chiunque non l'avesse vista, consiglio vivamente di scaricare (non so nè come nè dove - cfr salvatore) la puntata di viva l'italia andata in onda ieri sera su rai tre (nb ci sarà la continuazione domenica 11 e 18 marzo).
titolo: pane e politica.
ambientazione: catanzaro e calabria nel periodo elezioni amministrative primavera 2006.
temi: fallimento della politica in calabria/ a catanzaro: onorevoli alla ricerca dell'incarico per mantenersi il salotto buono dell'appartamento nel centro storico (vedi "onorevole" Soriero che in seguito all'allontanamento dai Ds ("avrei fatto qualsiasi cosa mi avessero chiesto, candidato a presidente della provincia, al consiglio regionale, alla camera" ohi ma'! non si vergogna!?) ripiega su italia dei valori e sostiene candidato a sindaco di centro destra - Franco Cimino marionetta di Abramo - correggo: marionetta a sua volta di Tallini - il deus ex machina...), voto dei cittadini considerato come merce di scambio e ruolo dei "capo elettori".
Temo che l'inchiesta del programma dia la situazione di tutto il paese. Davvero triste e terribile.

A parte i dettagli, scaricate, scaricate, scaricate e poi 'nda parramu.

venerdì, marzo 02, 2007

Sozizzu cu i rapi


Sozizzu cu i rapi è un piatto tradizionale della mia famiglia. Non so quale sia la diffussione di questa ricetta nella provincia di Catanzaro da cui provengo. Credo sia una pietanza apprezzata almeno nella città, dove si può trovare in qualche trattoria tradizionale. Il piatto è invernale e forse ipercalorico (data la salsiccia), una prelibatezza. Gli ingredienti della ricetta sono le rape e la salsiccia e corettu, che è fatta con carne suina di terza scelta, in particolare del cuore e dei polmoni del maiale insieme a qualche nerbiceju, carne tendinosa, e pezzettini di lardo. Se unita a delle rape fresche e saporite, la salsiccia dà il meglio di sé. E dalla foto si capisce la succulenza del piatto, specie se si fa caso a quel sughetto rosso-giallognolo tipico di una salsiccia ben pepata e grassa.
La ricetta consiste nell'unire la salsiccia fresca alle rape già bollitte e cuocerle insieme per qualche minuto. Buonissimo.