sabato, maggio 05, 2012

Si avvicina l'Estate e...

... e il governatore di turno stanzia soldi per affrontare il problema della pulizia del mare. Sono dieci anni che sento sempre le solite storie: si stanziano i soldi, si individuano gli interventi, i soldi scompaiono e l'acqua rimane sporca. Mi domando se è un problema dei depuratori che sono difficili da mettere a posto o se è colpa del denaro che in mazzette si nasconde nelle tasche dei soliti? Mah.

Articolo su Calabria Ora

mercoledì, marzo 24, 2010

My land

To my mind, Calabria is one of the most beautiful lands bordering the Mediterranean Sea. This is the place where I was born and perhaps this may effect my opinion about it. But even if every place in the world could be the best for anyone who is born there, I really think that Calabria is objectively a wealth of interest and intrigue.

With its five hundred miles of coasts, Calabria offers wonderful shores, watered by a blue sea, deep and rich in flora and fauna. Beaches are either large, with fine sand, or narrow and rocky between cliffs. It depends where you go. You are a spoilt for choice. The South West coast is high, with reefs, and the villages are small with quaint fishing ports. Very picturesque. The other side, in the East and North, the coast is low, and you can find solitary beaches, under infinite blue skies.

If you go to Tropea, for instance, in the West, you will find a village situated on a cliff, three hundred feets high, and the streets often lead you to terraces where you can lean over the sea. The beach is not really big, and you will find a type of sand that does not stick to your feet, but anyway very comfortable for sunbathing. And the sand is so diversely coloured and shiny that the beach appears unrealistic, fantastic. Tropea is wonderful.

Even if Calabria is the perfect destination for the sea, I really believe that everyone should take the chance to visit the mountains and the countryside. Would you say that the highest mountain is even more than one thousand feet? Yes, that is true. And you can reach a forest in just one hour from the seaside. In the winter you can also ski and during the other times of the year, you can enjoy hiking through the woods. And maybe rich an ancient medieval abbey.

Calabria has about three thousand years of vibrant history. It is famous for the ancient Greek colonization that gave it the name of “Magna Grecia” or Great Greece. And nowadays, we can still observe the beauty of those towns because many of them have been discovered. Many masterpieces which have been found in those locations, are now admired at the Reggio Calabria Museum, one of the most important in the Southern Italy. You can see all sorts of terracotta furnishings, jewellery and statues, of which the most important are the Riace Bronzes, so-called because they were found near by the Riace village, a few miles far from Reggio. The Riace Bronzes have been the most remarkable examples of the Greek period up to now, and they are worth the trip to Reggio Calabria which is undoubtedly an important location to visit. Its waterfront is a charming promenade in front of Sicily, and Gabriele D'Annunzio called it the most beautiful kilometer of Italy.

domenica, maggio 17, 2009

Loiero... superficiale.


Sono ormai 3 o 4 anni che il nostro governatore è a capo della regione e ormai ha chiaramente dimostrato di non essere un uomo nuovo della politica.
Appena eletto, ricordo, si precipitò dopo l'estate a scrivere una lettera pubblica di scuse a chi avesse trovato sporca l'acqua del mare. Lui, in quel momento era presidente della regione da pochi mesi, e ne approfittò per fare un po' di demagogia, alla faccia del passato governatore regionale. Pensai che stava per rimboccarsi le maniche. E invece già un anno dopo mi deluse quando nominò a capo dell'area industriale di Lamezia Terme uno dei suoi al posto di colui che meglio poteva assolvere a questo compito, perché già imprenditore notissimo e inserito nei circuiti finanziari delle banche. Questa persona è Pippo Callipo, un uomo di destra o di sinistra, non si sa (di destra secondo me) ma non certo amico di Loiero.
Quest'ultimo, alla domanda di Iacona di come mai avesse fatto questa scelta, rispose: "non potevo farmi fregare, sarebbe stata una mia sconfitta", che è come dire: il presidente sceglie e conta solo questo, non le capacità professionali dei candidati.



Ora, il presidente è impegnato a calcolare a quanto ammonta il deficit economico della sanità calabrese. ... C'è la 'ndrangheta di mezzo, ma lui parla di "incrostazioni".... ma di che parla? Della vecchia cucina della casa al mare?! 

Insomma Agazio!

venerdì, marzo 13, 2009

Sapore di sale


La prima volta che sono stato a Reggio Calabria, era estate, quattro o cinque anni fa. Probabilmente era Agosto e a metà giornata ero in un spiazzo sul lungomare. Assetato, bevvi dell'acqua a una fontana pubblica. 

Era salata. 

Come si fa a mandare dell'acqua salata alle fontane pubbliche, mi chiesi. 
Mai avrei pensato che l'intera città beve quell'acqua, che viene da pozzi che, essendo così vicino al mare sono alimentati dalle acque del mare. 

Ebbene, Reggio Calabria non ha ancora una fornitura di acqua (potabile? ), probabilmente, non ce l'ha mai avuta. 
E sono ormai quarant'anni che la città aspetta il completamento della diga sul Menta, un'opera da 130 milioni di euro (per ora).


lunedì, marzo 02, 2009

L'autostrada

Pensate alla Calabria, circondata dal mare e con un'unica via di collegamento con il resto del mondo, un'autostrada tortuosa e ripida che per portarvi nella regione più vicina, deve arrivare quasi a mille metri di altitudine scalando il Pollino.
Pensate poi, a chi la percorre da Nord a Sud per ore, per poi ritrovarsi ancora lontano, lontano dal proprio paese, a volte arroccato da qualche parte chissà dove.

E da questi paesi, la lontananza dal resto del mondo, anche dalla stessa autostrada si fa sentire.

Ecco come Daniele Silvestri descrive bene questa sensazione, intrecciandola ad altri sentimenti, alcuni più nobili e altri più abietti.

La casa era giusto al confine tra il vento e la sete
un posto abitato da fate
e da poche altre forme di vita ugualmente concrete
vicino all'incrocio di un paio di strade sterrate
che senza motivo apparente si incontrano
e poi, disperate, ripartono
tristi, così come sono arrivate
comunque a qualcuno una volta saranno piaciute
se poi sono state abitate
qualcuno che fermo all'incrocio pensò
"aspettiamo che arrivi l'estate"
l'estate da noi non è mica un periodo felice
che il caldo ti toglie la pace
la polvere copre ogni cosa
e ti spezza la voce, l'odore di verze marcite

La gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce

Se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro via di qua
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

La chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce
e forse un po' più di vernice
ed un'unica luce fornita da fiaccole appese
imbevute di pece
fu lì che la vidi, a braccetto col prete
era il 5 di aprile
e tirava una brezza che dava un colore alla quiete
e profumo di pane alle olive
lei pure mi vide
e forse sorrise
non sono sicuro, ma forse davvero sorrise
perché all'improvviso fu molto più forte l'odore del pane alle olive

La gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce

Se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro via di qua
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua

A volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare:
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole" mi disse
"e a te cosa piace?"
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l'estate"
e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire:
l'incrocio
la casa
la chiesa
la croce
l'incrocio
la casa
la chiesa
la croce
ed in più lo spettacolo atroce di tutta...
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce

La gente che passa ci guarda
ci osserva e prosegue veloce


Testo e musica: Daniele Silvestri

giovedì, luglio 10, 2008

Roccella Jazz Festival 2008: Terremoti!

Non è ancora ufficiale, visto che il sito del festival non è stato aggiornato ( forse perché anche quest'anno ci saranno così ben pochi fondi che anche una cosa così naturale come l'aggiornamento del sito può essere un'impresa) ma il titolo del più prestigioso festival musicale in Calabria è Terremoti e questo potrebbe essere il programma:

13 Agosto, Reggio Calabria, Arena dello stretto

Maceo Parker

14 Agosto, Polistena

Steve Coleman and five elements

15 Agosto, Polistena

Antonello Salis, a seguire

Mimmo Epifani & Epifani Barbers: La mandola da barbiere e i balli di San Vito

e mi fermo qui visto che ho appena notato che a questo link c'è il programma completo e dettagliato.

Vi rimando a questo mio post vecchio riguardo il festival.

Buon festival a tutti!

Quanto è bello andare in Calabria.

Qual'è il periodo migliore per visitare la Calabria? Credo la primavera, ma l'Estate va pure bene, purché non si abbia intenzione di andare in giro per le statali negli orari di punta, cioé diciamo ogni giorno intorno alle 19:00, nel mese di Agosto, anzi nelle settimane tra San Lorenzo (il 10) e il 25. Già perché alla fine, è il periodo più battuto per fare le vacanze e gli Italiani, che amano fare le vacanze tutti insieme, non sembrano essere intenzionati a cambiare programma.

Ma chi sono gli Italiani che amano fare le vacanze tutti insieme? Non saranno forse proprio quelli del Sud, che magari sono costretti a tornare a casa tutti nello stesso periodo proprio per vedere riunite le loro famiglie?

Tutti insieme è un'altra cosa, per una madre calabrese, ad esempio, che rivede i proprio figli emigranti ritornare sotto il tetto materno.

Mah, non saprei. In Calabria si parla di turismo che a volte sembra essere solo il contro esodo dai luoghi in cui, per necessità molti calabresi sono costretti a vivere.

Il turismo vero e proprio è pochissimo. Quello straniero mi sembra quasi zero.

E' chiaro quindi che non ha senso scegliere l'alta stagione per visitare questa regione.

Consiglio vivissimo è venire al di fuori del mese di Agosto: risparmierete un pò di soldi e la viabilità delle grande arterie sarà accettabile...accettabile.




lunedì, ottobre 22, 2007

Storie di tutti i giorni.

Come sempre quando decido di postare qualcosa qui, sono preso da una forte frenesia, perché purtroppo è un'occasione abbastanza eccezionale, dettata dall'impossibilità di tacere su un argomento che purtroppo è sempre di cattiva politica.
Non vi dico poi l'indecisione sul titolo del post, questa volta ero indeciso tra questo banale e scoraggiante e un altro che vi avrebbe privato del piacere del finale (amministratori a quando una versione interattiva del BLOG? l'informatica fa progressi come leggerete, dato che spesso ci sono cose brutte da leggere almeno cerchiamo di proporle nella forma voluta dal fruitore... nel mio caso per esempio un bel astrattore di informazione non guasterebbe, soprattutto oggi).
Romanziamo un po' la cosa perché vi avverto che a crudo la carota sarebbe ancora peggiore...Insomma mi sono trasferito a Torino e naturalmente nella tavola calda dove consumo i pranzi ci sono a disposizione dei clienti dei giornali. Raramente mi trovo a consumare caffè in prima mattina, ma oggi non potevo rifiutare il gentile invito dei nuovi colleghi, ancor più raramente leggo i giornali di lunedì non essendo un fan del calcio, ma la colata di Rosso Italiano che invece della fontana di Trevi ha coperto il Brasile e la Malesia rispettivamente nei campionati mondiali di Formula1 e MotoGP mi ha convinto ad aprire il meno devoto al calcio dei quotidiani presenti, cioè LA STAMPA.
Che ti vado a trovare in prima pagina? lo spunto alla storiella di TELCAL, più di 400000000000 di lire spesi per creare qualche rete e una 60 di sopravvissuti ora precari. Solo l'enorme entusiasmo e abnegazione al nuovo lavoro mi ha impedito per tutto il giorno di effettuare la ricerca internet che ho fatto stasera e di dare l'attenzione che merita a questa ennesima vergogna politica.
Dopo un po' di improcrastinabili giri per vedere case da affittare (al 50% del canone che avrei pagato a Roma per la stessa roba...), un difficile ritorno a casa causa scarsa conoscenza della pur regolare viabilità torinese, e un quasi impossibile acquisto di una ciambella di pane alle 20:10 (alle 19:30 c'è il crollo delle serrande degli esercizi pubblici) ricerco con il motore che ci ospita le seguenti parole:

TELCAL CALABRIA INFORMATICA

E' uscito fuori il mondo.
Il primo link è coerente perfino dal punto di vista logico! infatti riporta il profilo istituzionale poco dopo la fondazione e gli obiettivi strategici:
  • Consorzio Telcal, costituito da Regione Calabria (40%), Telecom Italia (24%), Intersiel (24%) e Italeco (12%)
  1. L'Infrastruttura di comunicazione e di erogazione che consente l'accesso di tutte le comunità (Pubblica amministrazione locale, imprese e cittadini) ai servizi del PTC.
  2. I servizi per il Marketing del territorio che servono a promuovere le eccellenze del territorio calabrese e le produzioni locali.
  3. I Servizi al territorio (alla Pubblica amministrazione, alle Imprese e al cittadino) per lo sviluppo del territorio e la crescita del contesto produttivo e sociale della Calabria.
  4. La Valorizzazione delle Risorse Umane alfabetizzazione e formazione alla New Economy e all'e-Business.
Il terzo mi mostra il CV di un ricercatore del dipartimento di elettronica informatica e sistemistica della Università della Calabria che ha lavorato 2 volte per il consorzio. Si tratta dell'Ing. Nicola Frega (0984 49 4738)

Il quarto mi mostra l'indirizzo della centrale:
TELCAL CONSORZIO IRI TELEMATICA CALABRIA ZONA INDUSTRIALE 88046 Lamezia Terme - CZ Tel 0968444111
(ma le pagine bianche rivelano che ormai è stato meritoriamente annesso alla regione, infatti attribuisce il numero a 'Regione Calabria Centro Servizi Lamezia Terme')

il settimo riporta la creazione di un televideoconsulto per malati di tumore non ospedalizzati.

il decimo riporta il lavoro credo più grosso e concreto, cioè un bel po' di cablaggi in vari uffici regionali.

l'undicesimo è l'ultimo di quelli accettabili e riporta una presentazione datata 1999 dell'Ing. Barone, presidente all'epoca mentre la Sig.ra Enza Bruno Bossio (moglie di Nicola Adamo) era Direttore Generale e Adamo era membro del governo regionale.

Ma anche quello che fino a ora potrebbe non sembrare male in realtà fin dal principio destava sospetti, infatti nel quarto link c'è il testo dell'interrogazione parlamentare dell'Onorevole Armando Veneto.

Sono on line (e sui un giornale cosentino) pesanti accuse per incarichi ad amici della coppia Adamo/Bruno Bossio sul bel portale perlacalabria.

Sono online le vicissitudini dei dipendenti sopravvissuti e trattati più o meno con par condicio dal precedente governo Chiaravalloti e da quello attuale Loiero, che però pare che siano improduttivi da parecchi anni, e per finire (o continuare indirettamente il post precedente di Nirìa...) mi viene ricordato che De Magistris se l'è proprio cercata.
Continuate voi perché io ora non ce la faccio più, ma ne riparliamo...










domenica, ottobre 07, 2007

Non è poi tutto così buio.

Ho voglia di riassumere quello che è successo nelle ultime due settimane. Perché la vita corre in fretta e gli eventi che andrebbero commentati pure, e qualcosa finisce sempre sommersa da qualcos'altro.

1. Mastella ha rotto i coglioni. E' da due settimane che rimane sulle difensive, puntando il dito contro Ballarò, Santoro e il CDA della RAI. Ma non ha dimenticato anche i giornali? Perché non se la prende anche con i giornalisti? Forse che tutto quello di cui è stato invitato a parlare non sia vero? Non mi sembra che alcun giornalista o trasmissione televisiva abbia fatto insinuazioni o raccontato fatti discordanti dalla realtà.
E i fatti sono questi. Tralasciando il volo di stato Napoli-Monza, del brigatista in semilibertà che ha tentato di rapinare il Monte dei Paschi e molte altre storielle del passato, non mi spiego come a due settimane dall'ordine di trasferimento di De Magistris, Mastella non sia stato capace di spiegare agli italiani e ai calabresi, quali sono queste irregolarità commesse dal magistrato che l'abbiano spinto a prendere questa decisione. Che fine faranno le tre importanti inchieste che De Magistris stava portando avanti, e che riguardavano la scomparsa di denaro pubblico destinato ai depuratori calabresi e alle collusioni tra mafia e mondo politico? E perdonate i maliziosi, ma Mastella non stava per entrare nella lista degli indagati, in una di queste inchieste? E lo stesso Prodi non lo è gia?

2. In Calabria c'è della collusione tra mafia e politica?! Il ministro dell'università e della ricerca, l'onorevole Mussi, ha bacchettato il nostro governatore Loiero, chiedendone le dimissioni. "Trentatrè consiglieri regionali indagati è una enormità: indica che l'intreccio tra politica, affari e criminalità è devastante".

3. Sono incominciati i lavori sull'ultimo tratto di A3, Bagnara-Reggio Calabria. Si è calcolato che un km di autostrada è finito per costare 20 milioni di euro, 20 milioni di euro per ammodernarla, e questo senza che venga fatta qualche modifica davvero rilevante al tracciato, che come si sa non è di sicuro il migliore. Insomma, miliardi di euro per realizzare e ammodernare questa autostrada che alla fine resta con due corsie e una di emergenza (meno male) e molto meno traffico di quanto ne potrebbe avere al di fuori dei grandi esodi e al trasporto merci (speriamo che un chilo di pomodori di pachino possa cominciare a costare un pò meno).

4. Il vescovo della diocesi di Locri, monsignore Bregantini, si è recato Duisburg per pregare sul luogo della strage. E quando gli hanno chiesto se questa sui visita poteva essere equivocata, lui ha risposto "solo il silenzio può essere equivocato". Lo stimo tantissimo.

5. I giovani calabresi hanno reagito immediatamente con rabbia e rammarico alla neutralizzazione di un magistrato come De Magistris. Complimenti a Aldo Pecora e ai ragazzi di Locri che sono scesi in piazza, ma anche ai giovani di Catanzaro. Forse, un pò di informazione in più (tanto criticata in questi giorni) sta incoraggiando i Calabresi e la gente a scendere in piazza e per una volta a svolgere un ruolo attivo nella democrazia.

6. Maratonarte è una bella iniziativa per sensibilizzare e coinvolgere gli italiani nella conservazione e valorizzazione dei beni culurali. E giustamente, anche un sito Calabrese ha avuto un posto in questa raccolta fondi. Quello di Santa Maria del Cedro, è un sito che si articola in una castello, un chiesetta e forse un antico borgo medioevale ormai perduto. Una campagna di scavi potrebbe portare alla luce delle importanti testimonianze, ma già una valorizzazione del paesaggio sarebbe un gran passo in avanti. Io ho partecipato alla raccolta fondi facendo la mia donazione:

www.maratonarte.it

lunedì, settembre 24, 2007

Ferrovie: in Calabria niente investimenti

"La Calabria su un binario morto". Esordisce con le parole del segretario regionale Cisl, l'articolo di Antonio Morcavallo sul Quotidiano della Calabria di qualche giorno fa.
Nel piano d'impresa per il 2008 delle ferrovie dello stato, non sono infatti previsti investimenti per la rete regionale calabrese. Riporto qui i passi più interessanti dell'articolo:

Il documento è stato presentato alle sigle sindacali nazionali ed è in attesa dell'approvazione definitiva del Governo. Da quanto emerge dal nuovo piano stilato da Trenitalia la Calabria resta al palo. La linea Ionica non avrà l'elettrificazione. Nessun intervento è stato previsto per la linea ferrata del Tirreno. Non è previsto l'investimento sull'itinerario merci Gioia Tauro-Taranto, se non quelli di vecchia data della legge obiettivo e che si concretizzeranno in una decina di anni. E intanto potrebbero essere a rischio centinaia di posti di lavoro.


In particolare erano attesi interventi per dare vita alla tratta che avrebbe dovuto unire Gioia Tauro, e dunque il porto, a Taranto. Una linea per il trasporto merci che avrebbe interessato anche le stazioni di San Lucido, Cosenza, Sibari e Metaponto. Ma non solo. Vista l'assenza di interesse per la linea ferroviaria dello Ionio, la stessa sembra destinata a restare ancorata alle vecchie inefficienze. La tanto attesa elettrificazione, almeno per ora, non ci sarà. E poi non ci sono i fondi per rettifica e ammodernamento della Lamezia-Catanzaro. Unici accenni calabresi nel Piano sono un punto logistico a Gioia Tauro e alcuni miglioramenti tecnici per garantire maggiore sicurezza e velocità.


...il segretario regionale Cisl di categoria, Annibale Fiorenza: «La Calabria
resta al palo. Non ci sono investimenti significativi sia sul piano dei servizi da offrire, ma soprattutto dal punto di vista infrastrutturale. Non dimentichiamo, comunque, che il Piano recepisce le indicazioni del Governo».

...uhm, dalla padella alla brace!

Inoltre secondo il segretario Cisl «se il piano di Fs, relativamente alla regione, non avrà dei correttivi, sarà facile prevedere ulteriori tagli occupazionali e di servizi. E i tagli saranno in tutti i settori: manutenzione, personale di macchina, progettazione, esecuzione lavori».


Insomma, c’è davvero ancora da aspettare prima di vedere realizzato il mio sogno: avere una rete ferroviaria che funzioni, e che almeno di tanto in tanto ci possa far lasciare la macchina a casa. Ormai da anni, anche io calabrese, faccio il turista nella mia stessa regione, e ogni volta che parto per una gita, penso alla statale 106 che mi tocca percorrere quasi sempre, ingorgata dal traffico di automobili, camion, biciclette, passanti e da tutti quelli hanno una casa quasi sulla carreggiata.
E poi, quello che è davvero frustrante, è vedere la linea ferroviaria, parallela alla statale, che sta lì quasi inutilizzata.

Ma a parte questo, ci sarà anche gente che perderà il lavoro?

giovedì, giugno 21, 2007

Rumori Mediterranei

Tra gli appuntamenti musicali della regione, il festival jazz "Rumori Mediterranei" si colloca sicuramente tra i primi posti per importanza e livello musicale. Il festival intende essere una finestra aperta che si affaccia sul mondo dell’immaginazione, della creatività, dell’invenzione musicale. Il nome del festival traccia una direzione, che spesso la programmazione dei concerti segue. E cioè quella di unire la musica europea, mediterranea appunto, alla tradizione afroamericana, non perdendo mai di vista quel tipo di avanguardia che fa del “rumore”, la melodia e l’armonia della musica. Tutto ciò avviene facendo incontrare musicisti di diverse culture, molto spesso per la prima volta sul palco del festival.
L’atmosfera del festival è meravigliosa. Si svolge a Roccella Jonica, una paese della provincia di Reggio Calabria, durante la penultima settimana del mese di Agosto. Roccella sorge sul mare, quindi non è la solita frazione marinara di un paese che sorge nell'entroterra. Questo fa sì che il paese abbia la sua ragion d'essere, storica e artistica.
I concerti serali sono tenuti in uno splendido teatro all’aperto, che è sovrastato da una bellissima rupe, da cui svettano una torre medioevale ed un vecchio castello. La musica, il paesaggio, e il mare a poca distanza, mi fanno commuovere ogni volta che mi trovo lì.
Il concerto pomeridiano, avviene nell'auditorium del paese, una struttura climatizzata.
La differenza tra i concerti pomeridiani e quelli serali è sulla natura degli stessi: i primi sono basati sull'idea di unire la musica ad altre forme artistiche, come la letteratura, la danza, il teatro, il cinema, la video arte; i concerti serali sono tipicamente solo musicali, anche se può capitare di assistere anche di sera a spettacoli di non sola musica.

Negli ultimi anni, l'organizzazione del festival ha deciso di allargare i propri confini geografici coinvolgendo anche altri paesi della provincia, forse per iniziativa di quest'ultimi che hanno visto nel festival un ottimo veicolo di traino turistico. Quest'anno sono state quindi proposte ben sei anteprime del festival che hanno portato diverse importanti figure del jazz italiano e straniero in sette paesi, facendo così dilatare la durata del festival fino a dieci giorni.
E anche il capoluogo di provincia ha avuto il suo concerto.... e che concerto! La città di Reggio ha avuto l'onore di ospitare un gigante del jazz. Ornette Coleman.
Il concerto è stato eccezionale, in quanto il genio del free jazz, era accompagnato da un batterista, da due contrabbassisti e da un terzo bassista al basso elettrico. La scaletta era composta da solo o quasi da brani dell'ultimo disco dell'artista, Sound Grammar.
Il concerto richiedeva, a mio parere, molta concentrazione e in certi momenti un silenzio assoluto che invece sono mancati per via di un pubblico poco educato. Il concerto era gratuito e come ogni anno viene fatto sul lungo mare della città, dove si sa, la gente che passeggia è rumorosa. Onestamente credo che bisognerebbe organizzare questa anteprima reggina, che oltre tutto rappresenta l'apertura del festival, in maniera del tutto diversa, magari con un numero limitato di spettatori oppure con un cifra simbolica da pagare all'ingresso. Il problema quest'anno è stato a mio avviso rilevato maggiormente per il tipo di musica proposta. Anche il jazz può essere rumoroso, ma certi pezzi di Colemann hanno un lirismo che si coglie quando l'atmosfera lo permette.
E' davvero un peccato che questi grandi artisti non possano lasciare un ricordo della loro musica che non sia guastato dalle cattive maniere del pubblico. Se è proprio necessario che il festival incominci a Reggio, per dare un pò di lustro alla città, ben venga, ma per favore, fate qualcosa!
Volendo continuare a parlare del festival, vorrei aggiungere qualche informazione utile per chi volesse parteciparvi negli anni a venire. Intanto è possibile farlo sia da semplici ascoltatori che da musicisti, in quanto vengono organizzati dei seminari tenuti da alcuni degli artisti che si esibiscono durante il festival.
La statale 106, Taranto-Reggio Calabria, attraversa il paese ed è l'unica strada per arrivare a Roccella (e per muoversi sulla costa Ionica). In paese quindi, è difficile muoversi in macchina, soprattutto intorno gli orari dei concerti. E' per questo che, chi vuole seguire il festival con serenità e senza stress, è costretto a trovare un alloggio in paese. Un mezzo proprio per muoversi è consigliabile ma non è necessario perché l'organizzazione del festival mette a disposizione una navetta ( tuttavia è un piccolo autobus, e di solito è usato solo dai seminaristi, e non so quanto sia affidabile). Se si vuole assistere a tutte le anteprime, che come ho già detto sono in paesi lontani decine di chilometri (anche centinaia), è quindi necessaria una macchina. In questo modo è possibile muoversi con libertà, compatibilmente al traffico sulla statale, e si può trarre l'occasione per conoscere alcuni paesi della locride che rivestono interesse turistico, come Siderno, Gerace, Locri.

Il sito del festival fornisce informazioni approfondite sui concerti, i seminari e le possibilità di pernottamento. Il sito viene aggiornato con un paio di mesi di anticipo.

E per concludere, metto a disposizione questo bellissimo video, che mostra alcuni momenti dal festival (grazie al blog occhiosuroccella.blogspot.com che ha messo in luce il video )

domenica, aprile 22, 2007

Copanello e i luoghi Cassiodorei

Al centro del Golfo di Squillace, in una delle zone più suggestive della costa Ionica, si trova Copanello, una piccola località balneare che offre servizi e mare pulito ai suoi visitatori. Questa frazione del comune di Squillace, si estende a sud fino alla base del Mons Moscius, un monte che si tuffa direttamente nel mare con una scogliera molto alta e ripida, della lunghezza di almeno un chilometro. Alle spalle di Copanello, sale gradualmente una valle dalle campagne verdeggianti, come fosse una platea rivolta verso il palcoscenico del mare, cerulea distesa d’acqua, su cui pendono dalla scogliera i pini marittimi. I solchi sul fianco del monte Moscio scavati dalle piogge, dove gli alberi sono più radi, offrono uno spettacolo naturalistico molto suggestivo. Il paese di Squillace veglia da un'altura su questo scenario incantevole.
Prima dell’ingresso della strada ss106 nella galleria che attraversa il monte, è possibile imboccare (da dove esattamente non so) un percorso conosciuto come sentiero dell’Anas, che porta a livelli più alti fino probabilmente alla cima del monte che domina l’intero golfo di Squillace. Da lassù, la veduta nelle giornate limpide è formidabile e di notte si distingue chiaramente tutta la costa, da punta Stilo (RC), fino a capo Colonna (KR), i due fari ai capi e le luci lungo le spiagge. All’uscita della galleria, poco più avanti, è segnalata la presenza di scavi archeologici, tra cui la tomba di Cassiodoro, e per raggiungerli bisogna imboccare sulla sinistra, una strada stretta che ripidamente scende fino alla scogliera. Su un tornante, dopo aver superato un residence turistico e diverse villette, all’ombra degli alberi sempre verdi, si trova un cartello davanti ad un rudere, che segnala la chiesa di S. Martino. Il rudere è quello di una chiesetta a forma rettangolare con un’abside su uno dei lati minori, di cui oggi rimane solo il basamento. E la tomba di Cassiodoro? Non ne abbiamo alcuna traccia. La segnaletica stradale si limita ad indicarne l'esistenza solo in cima alla strada. Tra gli alberi e le villette, non è chiaro dove essa sia. Pazienza. E comunque non è solo per la tomba che questo luogo è associato al nome di Cassiodoro. Flavio Magno Aurelio Cassiodoro è nato proprio lì, a Squillace, alla fine del V secolo d.C. e rivestì le più alte cariche del governo dei Goti, complici della caduta dell’Impero Romano. Alla fine della carriera politica, Cassiodoro tornò dove era nato con l’ambizioso progetto di realizzare un centro di studi teologico-filosofici. A Squillace, Cassiodoro si fece monaco, e fondò un monastero dove con alcuni confratelli, si dedicò allo studio e alla trascrizione della tradizione culturale pervenuta fino a quei tempi. Il monastero divenne presto una importante biblioteca. Per via poi, della generosità di quella terra e del mare pescoso, sembra che i monaci si dedicassero anche all’agricoltura e all’allevamento del pesce in vasche artificiali scavate nella roccia.
Ecco quanto scrive Cassiodoro nel suo scritto, Variae:

"[..]Gode pure abbondantemente delle delizie del mare, poiché si trovano nelle vicinanze alcune peschiere da noi costruite, ai piedi del monte Moscio. Infatti, eseguiti profondi scavi fra le rocce, convenientemente vi abbiamo introdotto le acque del mare, dove una frotta di pesci, guizzando in quella libera prigione, riempie l'animo di gioia e
allieta la vista di meraviglie. Essi accorrono avidi verso le mani dell'uomo e chiedono l'esca, prima di diventare essi stessi cibo. Soddisfa così l'uomo i suoi gusti e, mentre ha la facilità di catturarli, spesso avviene che col tempo abbandoni quelli già presi."


Magnifico. Ma queste vasche esistono ancora? E il Monastero? Una delle baie di Copanello, viene appunto detta delle vasche ma di dove queste siano non so. Mi aspetto delle buche scavate negli scogli, ma non sono mai riuscito ad identificare niente di simile. Anche George Gissing, uno scrittore inglese che si trovò in Calabria alla fine dell’800, e che conosceva molto bene Cassiodoro e la sua storia, andò a cercare i vivai. Nel libro “Sulle rive dello Ionio”, lo scrittore racconta di aver visitato una grotta il cui ingresso si trova poco dopo l’imboccatura della galleria ferroviaria (che suppongo sia da allora sempre la stessa). "Bisognò scendere per un sentiero nello scoglio, e rasentare le onde per qualche metro;[..] Entrammo per una stretta apertura, alta poco più di tre metri e che penetrava, per forse una ventina, nella roccia.[..] Oggi - continua lo scrittore - molti metri di una discesa ghiaiosa la separano dalla linea delle onde". Gissing ci dice quindi che la grotta non era al livello del mare. Ed infatti avendo percorso personalmente l'intera scogliera via mare non ho visto grotta alcuna se non quella, detta di San Gregorio, che si trova però molte centinaia di metri più in là, ormai alla fine della scogliera e troppo lontana dalla prima baia di Copanello. Tra l'altro, anche questa grotta è degna di nota dato che è legata alla leggenda di San Gregorio Taumaturgo, le cui spoglie, oggi custodite nell'omonima convento nel paese di Stalettì, sono state ritrovate miracolosamente in quella cavità, portate dal mare.
Oggigiorno, la baia di Copanello è stata assalita dall’edilizia turistica che tende a soffocare la bellezza naturalistica del posto. Ed è difficile pensare di andare alla ricerca dei resti del Vivarium, il monastero che prese proprio questo nome dai vivai. Sull'ubicazione del monastero di Cassiodoro, ci sono idee confuse: nei vari siti turistici on line, si parla del monastero riferendosi, a volte alla chiesa di San Martino, altre volte alla chiesa di Santa Maria in Vetere, che si trova ancora più in alto della strada statale (la chiesa è visitabile e probabilmente è ancora consacrata). Ho letto dell'esistenza anche di un muro di cinta con due torri (!!) ma anche in questo caso, non si sa davvero dove tutto ciò possa essere, e nessuno lo spiega concretamente.
Quel che resta dei luoghi Cassioderei, sono tanti dubbi e una baia stupenda, contornata dalla non curanza delle amministrazioni. Tuttavia, chi voglia farsi suggestionare, potrà pensare a questo luogo come una vera oasi del tempo (almeno per quello che dice Cassiodoro), dove la campagna era salubre, a differenza di molte pianure litoranee che durante l'impero di Roma, risentirono del dissesto oroidrogeologico del territorio montano, dovuto al disboscamento per opera degli stessi Romani. L'ostruzione delle foci dei fiumi, dovuta all'accumulo del materiale portato a valle, fece sì che le terre circostanti si allagassero con la conseguente diffusione della malaria nelle zone litoranee.
Ma la valle di Squillace, scrive Cassiodoro:

Rifulge di luce chiarissima e, dotata di un clima molto mite, ha inverni aprichi, estati fresche, e la vita ivi trascorre senza alcun malanno per la mancanza d'intemperie. Perciò anche gli abitanti sono svegli nelle sensazioni, perché la contemperanza del clima regola ogni cosa...


Il Mons Moscius. Copanello.

lunedì, marzo 05, 2007

viva l'italia

per chiunque non l'avesse vista, consiglio vivamente di scaricare (non so nè come nè dove - cfr salvatore) la puntata di viva l'italia andata in onda ieri sera su rai tre (nb ci sarà la continuazione domenica 11 e 18 marzo).
titolo: pane e politica.
ambientazione: catanzaro e calabria nel periodo elezioni amministrative primavera 2006.
temi: fallimento della politica in calabria/ a catanzaro: onorevoli alla ricerca dell'incarico per mantenersi il salotto buono dell'appartamento nel centro storico (vedi "onorevole" Soriero che in seguito all'allontanamento dai Ds ("avrei fatto qualsiasi cosa mi avessero chiesto, candidato a presidente della provincia, al consiglio regionale, alla camera" ohi ma'! non si vergogna!?) ripiega su italia dei valori e sostiene candidato a sindaco di centro destra - Franco Cimino marionetta di Abramo - correggo: marionetta a sua volta di Tallini - il deus ex machina...), voto dei cittadini considerato come merce di scambio e ruolo dei "capo elettori".
Temo che l'inchiesta del programma dia la situazione di tutto il paese. Davvero triste e terribile.

A parte i dettagli, scaricate, scaricate, scaricate e poi 'nda parramu.

venerdì, marzo 02, 2007

Sozizzu cu i rapi


Sozizzu cu i rapi è un piatto tradizionale della mia famiglia. Non so quale sia la diffussione di questa ricetta nella provincia di Catanzaro da cui provengo. Credo sia una pietanza apprezzata almeno nella città, dove si può trovare in qualche trattoria tradizionale. Il piatto è invernale e forse ipercalorico (data la salsiccia), una prelibatezza. Gli ingredienti della ricetta sono le rape e la salsiccia e corettu, che è fatta con carne suina di terza scelta, in particolare del cuore e dei polmoni del maiale insieme a qualche nerbiceju, carne tendinosa, e pezzettini di lardo. Se unita a delle rape fresche e saporite, la salsiccia dà il meglio di sé. E dalla foto si capisce la succulenza del piatto, specie se si fa caso a quel sughetto rosso-giallognolo tipico di una salsiccia ben pepata e grassa.
La ricetta consiste nell'unire la salsiccia fresca alle rape già bollitte e cuocerle insieme per qualche minuto. Buonissimo.

venerdì, febbraio 09, 2007

E` emergenza, ma non ambientale

Il tutto e` cosi` surreale che mi verrebbe voglia di incominciare con un familiare c'era una volta.
E` da anni che in calabria e` 'attivo' il commissariato per l'emergenza ambientale alla dipendenza della presidenza del consiglio dei ministri dipartimento della protezione civile con i seguenti temi:

1) gestione dei rifiuti urbani, speciali e speciali pericolosi

2) bonifica e risanamento ambientale dei suoli, delle falde e dei sedimenti inquinati

3) tutela delle acque superficiali e sotterraneee e dei cicli di depurazione del territorio regionale.


il 16 novembre 2006 c'e` un cambio di vertice al CEACalabria, si insedia al posto dei Sigg. (prefetto e vice) Carlo Alfiero e Giuliana Perrotta , il sig. Antonio Ruggiero, un prefetto forte di vari successi in altri casi difficili della penisola.
Ebbene Ruggiero in Calabria VITTA I COSI MALI PIGGJIATI E SI 'NDA JIU!
(lascia dopo aver mandato un dossier di 50 pagine al PCM R. Prodi, al ministro dell'ambiente A. Pecoraro Scanio, al capo della protezione civile G. Bertolaso e al presidente della giunta regionale A. Loiero; spero abbia mandato una mail, altrimenti per il vero bene dell'ambiente almeno 50 pagine avrebbe fatto meglio a risparmiarle).
Sapete cosa penso? meno male che non siamo tanti quanto i campani, altrimenti non riusciremmo a ritrovarci tra i rifiuti.
Ecco l'articolo pubblicato ieri sul corriere della sera da G. A. Stella:

41 dipendenti fantasma, parcelle ad avvocati amici, bilancio su foglietti
Calabria, ambiente e gioco degli 864 milioni
Denunce e accuse nella relazione del commissario Antonio Ruggiero. Che ha lasciato.

ROMA — Credevano di giocare coi soldi finti del Monopoli, al Commissariato per l'Emergenza Ambientale in Calabria. Scrivevano su un foglietto: entrate. Su un altro: uscite. Fine. Senza «un bilancio vero e proprio». Senza una «documentazione giustificativa». Senza un controllo della Ragioneria. Hanno speso così, in otto anni, 864 milioni di euro
Lo dice la relazione finale, esplosiva, dell'ultimo commissario. Che se ne va con una chiusa amarissima: «E molto altro ancora potrebbe essere illustrato, se valesse la pena di raccontare, avendo tempo e modo. E soprattutto scopo». Questo è il punto: c'è ancora un senso, nel radiografare una situazione amministrativa di confine tra la sciatteria e la criminalità? La denuncia, 50 pagine da far ribollire il sangue, è stata mandata al premier Romano Prodi, al ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, al governatore Agazio Loiero e al capo della protezione civile Guido Bertolaso. Ed è firmata da Antonio Ruggiero, un prefetto che da anni viene sbattuto qua e là per l'Italia a farsi carico delle situazioni più rognose. Come quella di Isola Capo Rizzuto, dove il comune era andato in bancarotta, un terzo dei dipendenti municipali aveva precedenti penali o era stato indagato, il 93% non pagava la tassa sui rifiuti, il 97% non pagava l'acqua, il 30% non pagava l'Ici ed erano abusive perfino alcune tombe di famiglia costruite a ridosso del cimitero. Insomma: stiamo parlando di un funzionario che dalle bombe ai tralicci in Alto Adige ai primi sbarchi di albanesi a Brindisi ne aveva viste tante. Come al Commissario per l'emergenza ambientale in Calabria, però, mai. O almeno così pare di capire dal rapporto con cui, dopo due mesi e mezzo, ricostruisce la sua esperienza alla guida dell'organismo voluto nel '97, dopo l'ennesima emergenza, per mettere ordine nel caos totale che in cui agonizzava il mondo dei depuratori, dei rifiuti, delle discariche. Sette capi ha avuto, in una manciata di anni, quel Commissariato. Quattro presidenti regionali e tre prefetti. Con proroghe su proroghe di poteri speciali usati, stando anche all'inchiesta giudiziaria intitolata a «Poseidone», malissimo. Al punto che un anno e mezzo fa, tra i numerosi indagati per una serie di reati che vanno dalla truffa aggravata all'abuso d'ufficio, finì anche l'ex governatore Giuseppe Chiaravalloti. «Avete rilevato interessi di politici nazionali nella vicenda?», chiesero i membri della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti ai giudici titolari delle indagini, Salvatore Murone, Isabella De Angelis e Luigi de Magistris. La risposta dei giudici fu eloquente: «Prima di rispondere vorremmo disattivaste il circuito audio-visivo interno».
Come finirà l'iter processuale si vedrà. Ma il rapporto di Ruggiero, al di là degli aspetti penali, dice già tutto. Dal 1998 al 2006 il Commissariato figura aver avuto entrate complessive per 692 milioni e mezzo di euro e uscite per quasi 645 milioni, tanto che al passaggio di consegne fu detto al nuovo commissario, con una «certificazione da parte della Tesoreria provinciale dello Stato» ( sic) che c'era perfino un saldo di cassa di 45 milioni di euro. Una bufala: neanche il tempo di metter mano ai conti e saltava fuori «una pesante situazione debitoria»: oltre 223 milioni. Che non figuravano «né nei vari passaggi di consegne né nelle precedenti rendicontazioni». Possibile che non se ne fossero accorti? Ma certo che se n'erano accorti. Solo che tutto era stato occultato in una inestricabile selva contabile. «Lo scrivente ha rilevato la mancanza di un bilancio vero e proprio e la distinzione delle somme in soli tre capitoli di contabilità speciale che rende oltremodo difficoltosa la verifica dell'andamento delle spese relative ad ogni singolo intervento, perché di fatto la gestione delle suddette contabilità è tipo conto corrente finalizzato», accusa il prefetto, ricordando di aver denunciato tutto alla Corte dei Conti. Per capirci, c'erano solo dei «foglietti»: di qua le entrate, di là le uscite. Fine. Si trattava di «emergenze», perché tener nota di tutto? Le «emergenze» sono «emergenze», no? Lo dice la parola stessa... Ed ecco centinaia di migliaia di euro (quanti? «Non siamo ancora riusciti a fare le somme») dati ad avvocati amici infischiandosene della regola che ogni vertenza doveva essere passata all'Avvocatura dello Stato. Ecco i buchi nel bilancio lasciato dai comuni calabresi in larghissima maggioranza riottosi a pagare al Commissariato quanto dovevano per la gestione dei deputatori dato che nessuno di fatto chiedeva loro i soldi, parzialmente recuperati solo adesso con la creazione di 127 commissari ad acta che sono riusciti a rastrellare in 127 comuni 21 milioni di euro mai versati.
Ecco la scoperta che «il programma di elaborazione dei dati contabili» è di fatto inutilizzabile e non ha neppure un contratto di assistenza: anzi, non si trova più manco il «carteggio relativo al contratto a suo tempo stipulato». Ecco infine i ritardi dovuti a una prassi burocratica che, nel casino totale di competenze e priorità, era «sostanzialmente finalizzata a ritardare tutto il ritardabile». Insomma, un disordine tale che nel settore dei rifiuti (che vede la Calabria buttare in discarica ancora il 50% della spazzatura!) «non si è ancora riusciti ad accertare una situazione complessiva e analitica dei debiti pregressi delle gestioni precedenti sulle quali non esiste una contabilità sistematica, né relazioni tecnico-economiche». Per non dire del personale. Oltre ai 64 dipendenti in organico, compresi contrattisti ed esperti, il prefetto ha scoperto che c'erano a carico del commissariato 41 fantasmi di cui non sapeva assolutamente nulla. Mai visti in faccia. Mai impegnati in una pratica. Assunti con «contratti stipulati da dirigenti del Ministero dell'Ambiente, nei quali è espressamente stabilito che il corrispettivo per la prestazione resa sarà corrisposto dal Commissario delegato dietro attestazione del committente che il lavoratore ha regolarmente adempiuto agli obblighi contrattuali». Traduzione: ogni mese arrivava da Roma l'ordine di pagare quegli sconosciuti senza che il Commissariato fosse in condizione «di indicare l'attività prestata dai dipendenti in questione». Domanda: ma nessuno controllava? Risposta, no: «Non risultano allegati né gli atti che avrebbe dovuto produrre il servizio di controllo interno né i verbali della verifica amministrativa e contabile». Peggio: «Le pezze d'appoggio» a giustificare i conti, da parte della Ragioneria competente, «non è stata mai richiesta».
Gian Antonio Stella
08 febbraio 2007

Ecco come viene gestita l'unica risorsa calabrese, l'ambiente. Bisogna depurare e bonificare prima la nostra classe politica altrimenti non riusciremo mai a preservare o bonificare l'ambiente!

venerdì, dicembre 15, 2006

Servizio da vedere

Ragazzi vi invito a vedere questo servizio pubblicato su repubblica.
Subito dopo la parte di politica (i primi 2 minuti circa) c'è un servizio molto interessante su Lamezia Terme.

Se avete tempo vorrei sapere che impressione, anche molto sinteticamente, vi ha fatto vederlo.


http://download.kataweb.it/repubblicaradio/2006-12-15/2006-12-15-11-05.mp4

ciao

mercoledì, dicembre 06, 2006

Che cosa è InContro Calabria?

La Calabria è una ricchezza, ma a volte sembra che ne godano in pochi.
La nostra regione è preziosa, e il nostro intento è quello di dimostrarlo alla comunità della rete, affinché possano essere dimenticati, o almeno lasciati da parte, i luoghi comuni usati per descriverla come una terra invitante sotto ogni punto di vista, come perla dello Ionio, ma che spesso risultano strumenti di dubbia efficacia. I siti Internet che ne parlano sono davvero imbarazzanti. Spesso sono poche pagine dedicate a una descrizione storica superficiale dei luoghi calabresi, che si limitano a elenchi di avvenimenti scorrelati dalle possibili implicazioni che hanno avuto sullo sviluppo della nostra cultura, ancorché sull'arte e sui costumi.
Intendiamo questo blog come un luogo dove, visitatori e collaboratori si confondano nei loro ruoli, affinché tutti possano parlare dei costumi, delle radici, e delle potenzialità della nostra regione. Lavorando in questo modo ognuno avrà l’opportunità di condividere alcuni aspetti di questa terra visti da un punto di vista personale, ed assieme sarà possibile studiarli ed approfondirli.
Quindi parleremo di storia, arte, geografia, spiritualità, turismo, e di noi calabresi, con la speranza che nasca quella comunicazione di livello culturale-popolare che in questo momento ci sembra mancare. Proprio a colmare questa lacuna, pensiamo ad uno spazio “non ufficiale” che parli realmente della nostra terra, e che lo faccia con le “nostre parole”.
Questo blog è insomma una reazione al tentativo di una parte dei Calabresi, vittime di un complesso di inferiorità che supera il confine individuale, di sommergere la nostra cultura facendo, purtroppo, apparire la Calabria di minore rilevanza rispetto al resto d'Italia, impedendole di poter essere un veicolo trainante di crescita culturale e di sviluppo per tutta la nazione.

Vuoi scrivere anche tu su questo blog? Manda una mail a questo indirizzo. L'amministratore del sito provvederà a risponderti inviandoti una mail con tutte le istruzioni da seguire per ottenere dal sistema un account. Se hai delle difficoltà, è sufficiente scriverci di nuovo allo stesso indirizzo.
Ottenuto un account ed una password, potrai accedere al sito per scrivere i tuoi articoli (o post) alla pagina www.blogger.com.
Che cosa aspetti?! Scrivi a InContro Calabria e riceverai informazioni dettagliate su come funziona il sito.


giovedì, novembre 09, 2006

Account mail

Ben fatto andrew. le foto sono stupende. Mi piace particolarmente quella a mare incorniciata tra gli ombrelloni che da un tono di estroversità estiva allo scoglio.

Mi occupo di configurare l'account gmail per "triggerare" alcuni eventi, ovvero:

Forwardare a tutti la notifica di messaggi
Utilizzare l'indirizzo come message dispatcher elementare

E poi non so.

Se volete essere rimossi dalle notifiche e/o dal target del dispatcher o preferite che venga usato un altro indirizzo email, comunicatemelo e lo farò.